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  1. Presentazione sul tema: "Con audio bg. VIA Crucis."— Transcript della presentazione:
  2. Via Crucis e Quaresimali (scarica gli audio)
  3. Via Crucis con Giovanni Paolo II con sottofondo musicale

Via Crucis: File audio Mp3 da scaricare. Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce, Scarica come MP3. VI Stazione La Veronica asciuga il volto di Gesù. La Via del Calvario: mp3 da scaricare. Via Crucis di Giovanni Paolo II con sottofondo musicale. Nei venerdì di Quaresima invece spazio alla riflessione offerta dalla Via Crucis, che a Pergine sarà animata da vari gruppi parrocchiali: l'8.

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Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo. Io per primo, per amor tuo, ho bevuto quel calice di sofferenze ingiuste. Gesù misericordioso, insegnami ad apprezzare la fatica della vita, la malattia, ogni sofferenza e a portare con amore questa croce quotidiana. Stazione III - Gesù cade per la prima volta. Faustina: O mio Gesù, sono tanto propensa al male e questo mi costringe ad una vigilanza continua su di me, ma nulla mi scoraggia, ho fiducia nella grazia di Dio, che abbonda dov'è la più grande miseria.

Gesù misericordioso, proteggimi da ogni, anche la più piccola, ma Volontaria e consapevole infedeltà. Stazione IV - Gesù incontra sua Madre.

Presentazione sul tema: "Con audio bg. VIA Crucis."— Transcript della presentazione:

Stazione V - Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce. Gesù, mio Signore, che ogni pensiero, parola, azione siano fatte solo per amore Tuo.

Purifica le mie intenzioni.

Stazione VI - Veronica asciuga il volto di Gesù. Signore Gesù, mio Maestro, fa' che i miei occhi, le mie mani, le mie labbra, il mio cuore siano misericordiosi. L'abbiamo attaccata con riverenza alle pareti di casa nostra, ma non ce la siamo piantata nel cuore.

Via Crucis e Quaresimali (scarica gli audio)

Pende dal nostro collo, ma non pende sulle nostre scelte. Le rivolgiamo inchini e incensazioni in chiesa, ma ci manteniamo agli antipodi della sua logica. L'abbiamo isolata, sia pure con tutti i riguardi che merita. E quando arriva ai primi tornanti del Calvario, non cerca deviazioni di comodo, ma vi si inerpica fino alla croce. O di sussurri, brevi come un fiat O di abbandoni, totali come un Amen.

Via Crucis con Giovanni Paolo II con sottofondo musicale

O di riverberi biblici, ricuciti dal filo di una sapienza antica, alimentata da fecondi silenzi. Il "servizio a ore", in cui magari per ogni eccedenza chiediamo compensi maggiorati come un operaio che esige lo straordinario, sa di mercificazione. In concreto, innamorarsi di Gesù Cristo vuol dire conoscenza profonda di lui, assimilazione dei suo pensiero, accoglimento senza sconti delle esigenze radicali del Vangelo.

Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.

Ma se ci sentiamo sfiniti non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto o abbiamo coperto chissà quali interminabili rettilinei.

E' perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sui viottoli nostri, e non sui tuoi sentieri, seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola. Lasciarsi contaminare inguaribilmente dalla speranza della risurrezione. Affrontare le tribolazioni, il dolore e perfino la morte, sapendo che verranno giorni in cui "non ci sarà né lutto né pianto", e tutte le lacrime saranno asciugate dal volto degli uomini.

Non angosciarti tu che, per un tracollo improvviso, vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire.

Non abbatterti fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria". Non abbatterti fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza.

La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria".

Che il vostro dolore ha alimentato l'economia sommersa della grazia. Che il vostro martirio non è stato assurdo, ma ha ingrossato il fiume della redenzione raggiungendo i più remoti angoli della terra. Le vesti del tornaconto, del calcolo, dell'interesse personale, per assumere la nudità della comunione.

Deporre le vesti della ricchezza, del lusso, dello spreco, della mentalità borghese, per indossare le trasparenze della modestia, della semplicità, della leggerezza.

Dobbiamo abbandonare i segni del potere, per conservare il potere dei segni. Perfino ad attardarsi sulla rievocazione delle violenze si dà l'impressione di essere stancamente ripetitivi. La situazione internazionale, gli eccidi, gli spettacoli della fame ci sfilano davanti agli occhi come grondaie inconsumabili, e si ha la tentazione di pensare a situazioni senza sbocco. La nostra coscienza morale esce schiacciata da questa temperie di dolore.

E' il tempo del torchio. Il nostro animo si gonfia di turbamento. Siamo presi dallo sconforto.

Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra.

Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da parte di Dio. La mia, la tua, le nostre croci sono provvisorie. Anche noi oggi siamo chiamati a un compito di portata storica: "Sciogliere le catene inique, togliere i legami dal giogo, rimandare liberi gli oppressi" Isaia 58, 6. Noi credenti, nonostante tutto, possiamo contare sulla Pasqua.


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