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Canzoni fasciste da scaricare gratis


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  3. Mussolini Benito

Ecco un grande elenco (davvero lungo) di canzoni Fasciste e non solo, dell'​epoca in cui governava Benito Mussolini, da ascoltare in tranquillità. Inno Di Mameli. musica mp3 gratis sito - Download canzoni mp3. Mp3 musicali. Canzoni fasciste mp3 Basi musicali mp3 gratis Musica da mp3 Come scaricare musica mp3. Testi nella categoria "Canti dell'Italia fascista". Questa categoria contiene le 53 pagine indicate di seguito, su un totale di Gli inni, i canti e le più belle canzoni della Italia fascista. Questo significa che vedrete aprirsi una piccola finestra da dove assisterete allo ritrovare e conservare in una vostra cartella i file audio che avevate scaricato, ascoltandoli o meno.

Nome: canzoni fasciste da scaricare gratis
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza: Gratis!
Dimensione del file: 17.16 Megabytes

Cosi' comincia un post su Facebook che Maryan Ismail, attivista politica italosomala, ha pubblicato pochi giorni fa. Il fatterello ha come scenario uno studio televisivo. Maryan, che fa politica attiva a Milano da molti anni, ha deciso di contrastare il razzismo parlando in ogni spazio pubblico, tv compresa. Naturalmente non parla solo di immigrazione, ogni causa importante la trova sulle barricate: dalla lotta contro il fondamentalismo ha perso recentemente suo fratello in un attentato di Al Shabaab a Mogadiscio fino alle questioni riguardanti la vivibilita' urbana.

E spesso per attaccarla gli interlocutori, soprattutto in tv, usano proprio la sua pelle. Preso in contropiede dalla mia reazione, ha cominciato a cantarmi in faccia Faccetta nera". L'episodio ha avuto come teatro gli studi del programma Forte e chiaro su Telelombardia ed e' andato in diretta televisiva.

Ba ha appena lavorato in classe, proprio sugli stereotipi, con i figli di queste signore. Quando le sente cantare quasi non ci crede. E' sconcertato e triste. Tenta di spiegare che Faccetta nera e' una canzone del ventennio, ma le signore non ascoltano, perse nel ritmo indiavolato dello zumpapa'. Quella canzone gli piace, provano quasi un gusto trasgressivo nel cantarla e continuano imperterrite, incuranti di ferire i sentimenti di Ba.

Ma chi la canta sa cosa significa? Sa da dove viene quella canzone? Com'e' nata? Capisce tutti i riferimenti?

Personalmente considero Faccetta nera un paradosso italiano. Ogni anno, quasi sempre d'estate o all'inizio dell'autunno, scoppia una polemica che la riguarda. O perche' la cantano o perche' qualche professore di recente e' successo con delle suore la fa ascoltare in classe ai ragazzi. E giu' fiumi di inchiostro che oscillano dall'aperta condanna all'ammiccamento solidale. E tutto si perde in un bla bla che spesso ci lascia indifferenti.

Il video della canzone e' disponibile in rete in varie versioni e basta fare un giro turistico tra i commenti su YouTube per capire che chi la canta non sa la sua storia. Si sprecano infatti i vari "Orgoglioso di essere fascista" e "Viva il Duce". Ma queste persone sanno che Benito Mussolini odiava Faccetta nera?

Aveva addirittura tentato di farla bandire. Per lui era troppo meticcia: inneggiava all'unione tra "razze" e questo non era concepibile nella sua Italia imperiale, che presto avrebbe varato le leggi razziali che toglievano diritti e vita a ebrei e africani.

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Oggi pero', ed e' qui il paradosso, il regime fascista e' ricordato proprio attraverso questa canzone che detestava. Ma facciamo un passo indietro. Faccetta nera, non molti lo sanno, nasce in dialetto, in romanesco. La scrive Renato Micheli per poterla portare nel al festival della canzone romana. Il testo assorbe tutta la propaganda coloniale dell'epoca. Di Africa si parla tanto nei giornali e nei cinegiornali.

Gli italiani sono bombardati letteralmente di immagini africane dalla mattina alla sera. I bambini nelle loro tenute balilla conoscono a menadito le citta' che il fascismo vuole conquistare. Il colonialismo italiano non nasce con il fascismo, ma con l'Italia liberale postunitaria, tuttavia negli anni trenta del secolo scorso si assiste a un'accelerazione del progetto di conquista. Mussolini vuole l'Africa, il suo posto al sole, e per ottenerlo deve conquistare gli italiani alla causa dell'impero.

Dai giornali satirici come Il travaso delle idee al Corriere della sera sono tutti mobilitati. Uno degli argomenti preferiti dalla propaganda era la schiavitu'. I giornali erano pieni d'immagini di donne e uomini etiopi schiavi: "e' il loro governo a ridurli cosi'", spiegavano, "e' il perfido negus, andiamo a liberarli". La guerra non viene quasi mai presentata agli italiani come una guerra di conquista, ma come una di liberazione.

Il meccanismo non e' molto diverso da quello a cui abbiamo assistito nel novecento e a cui assistiamo ancora oggi.

Musica per il Giorno della memoria: i brani per non dimenticare

Andiamo a liberare i vietnamiti! Andiamo a liberare gli iracheni! Andiamo a liberare gli afgani! Per poi in realta', lo sappiamo bene, sfruttare le loro terre.

Faccetta nera nasce in quel contesto come una canzone di liberazione. Una canzone, nell'intenzione dell'autore, un po' spiritosa che inneggiava a una sorta di "unione" tra italiani ed etiopi.

Pero', dal testo, si nota subito che l'italiano non vuole andare a liberare i maschi etiopi, bensi' le donne un po' come e' successo di recente in Afghanistan, dove si e' partiti in guerra per liberare le donne dal burqa. E l'unione vuole farla con l'africana e solo con lei. Un'unione sessuale e carnale. D'altronde lo stereotipo circolava da un po' nella penisola.

Il mito della Venere nera e' precedente al fascismo. L'Africa e' sempre stata vista dai colonizzatori non solo dagli italiani come una terra vergine da penetrare, letteralmente. O come diceva nel lo scrittore coloniale Mitrano Sani in Femina somala, riferendosi alla sua amante del Corno d'Africa: "Elo non e' un essere, e' una cosa [ Una terra disponibile, quindi.

E questa disponibilita' si traduceva spesso nel possesso fisico delle donne del posto, attraverso il concubinaggio, i matrimoni di comodo e spesso veri e propri stupri. Basta farsi un giro su internet o al mercato di Porta Portese a Roma o in qualsiasi altro mercatino delle pulci per ritrovare le foto di questo sopruso. Di recente ne ho vista una nel libro di David Forgacs Margini d'Italia Laterza , dove una donna eritrea viene tenuta ferma in posizione da "crocifissa" da alcuni marinai italiani sorridenti che probabilmente l'hanno stuprata o si stanno accingendo a farlo.

Faccetta nera in questo senso e' una canzone sessista, oltre che razzista.

Mussolini Benito

Una canzonetta che nasconde dietro la finzione della liberazione una violenza sessuale. Non a caso il suo testo a un certo punto dice: "La legge nostra e' schiavitu' d'amore". Temi che si ritrovano in altre canzonette dell'epoca come Africanella o Pupetta mora.

Ma anche nella piu' colta e precedente Aida di Verdi: anche lei, come faccetta nera, e' schiava e solo diventare l'oggetto del desiderio di un uomo la puo' redimere dalla sua condizione. Faccetta nera, una volta scritta, non ha pace. Micheli non riesce a portarla al festival della canzone romana.

Viene musicata piu' tardi da Mario Ruccione e cantata da Carlo Buti, che la portera' al successo.

La prima apparizione pero' e' al teatro oggi cinema Quattro Fontane a Roma. Li' una giovane nera viene portata sul palco in catene e Anna Fougez, una diva della rivista di allora, pugliese con nome d'arte francese, avvolta da un tricolore, la libera a colpi di spada. Tanti i servizi che vengono offerti e tra questi troviamo anche la proposta di Mondadori che offre due servizi: tre mesi di abbonamento gratis alle riviste del Gruppo Mondadori che saranno disponibili online.

Sul sito Solidarietà Digitale troviamo anche Il Saggiatore ad offrire il proprio sostegno.

Ogni due giorni verrà distribuito gratuitamente, attraverso il sito ufficiale della casa editrice che trovate qui un ebook che si potrà scaricare gratuitamente. Bertoni Editore propone invece un libro gratis per tutti coloro che ne faranno richiesta. Per i più piccoli invece segnaliamo Smart Tales, una libreria digitale di testi e contenuti creati da educatori che lavorano con i bambini dai 3 ai 6 anni.

Sul sito ufficiale si possono avere tutte le informazioni. Anche Minerva Picture partecipa attivamente al progetto iostoacasa e mette a disposizione gratuitamente film da visionare iscrivendosi al sito www. Giornali online consultabili gratis Oltre a questa proposta del Gruppo Mondadori si trovano anche le offerte di giornali online consultabili senza costi aggiuntivi. Hanno al momento aderito a questa iniziativa, proponendo tre mesi di servizio gratis, le seguenti testate: Il Mattino di Padova, La Stampa e La Repubblica.

Nei prossimi giorni certamente verranno aggiunti molti altri servizi, che permetteranno di trovare conforto e soprattutto sostegno alle persone che ora sono le più colpite in questa emergenza. I lettori che inseriranno i propri dati per la newsletter della casa editrice potranno scaricare gratuitamente un ebook a scelta tra: In cerca di guai di Mark Twain disponibile in formato epub e mobi, Moby Dick di Melville, Suite francese di Nemirovsky. Scaricabile gratuitamente anche Doppio sogno di Arthur Schnitzler.

Propone un ebook gratis anche la Brè Edizioni di Treviso che cerca con questa idea di far sentire il proprio conforto a tutti gli italiani che ora sono chiusi in casa. In questo caso si potrà scegliere un titolo tra le oltre opere dal catalogo consultabile qui e qui.


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  • By Fallaci